venerdì 10 febbraio 2012

Qual è quello che vi fa più ridere?

Ogni tanto torno a guardare queste cose.
Così, trovo che la giornata poi sia più bella.

Ricerche che hanno portato visitatori qui
blogger sesso
che girano in citt�
il tuo rapporto con i libri
in botta per stasera
io e un mio amico da piccoli ci toccavamo il pisello
racconti spogliatoi maschili

Lascio a voi l'interpretazione della singola ricerca. Mi resta solo la curiosità di chiedermi chi ha cercato "in botta per stasera" dove voleva arrivare.

giovedì 9 febbraio 2012

Che poi - c'è chi ce la fa.


Mi sento quella punta di sfigata a dirlo.
Ma io vivo nell'ammirazione (invidia?) delle vite/qualità/conoscenze/esperienze altrui.
Tipo che ammiro (invido?) tutte le altre bloggheresse perché scrivono meglio di me.
Ammiro (… sì vabbè avete capito) le donne più alte di me. Più magre. Più giovani. Con più capelli. Con i capelli più lisci. Con meno seno. Con la pelle più bella. Con meno peli. Ok potrei continuare per ore.
Ammiro chi riesce ad effettuare un'analisi politica o economica. A leggere nelle righe delle dichiarazioni e spiegarmi che tizio dicendo quella frase lì proprio quella e proprio in quel modo ha voluto intendere che. Io tanto non avevo capito – sicché pendo con ammirazione dalle labbra di chi mi spiega.
Ammiro chi è intellettuale. Chi conosce i libri o la musica classica, chi ne capisce di teatro o di regia cinematografica, chi legge poesie o va a mostre di pittura contemporanea.
E in fondo, giusto per essere in contraddizione con me stessa per prima, ammiro soprattutto chi se ne fotte di tutto questo.
Chi magari ha abbandonato una comoda vita postuniversitaria e di sapienza e di cultura e di beauty farm per andare sulle montagne vicino Bolzano (oggi, domani chissà) a mantenere una famiglia con un orto e dei lavoretti saltuari (ciao Andrea, anche se non ti ho mai accennato di questo mio blog!).
Chi invece è andato in sudamerica in catamarano e ha costruito una famiglia con un avvocato spiantato (ciao Anais). 
Chi lo conosco solo per quel che racconta sul web ma ha fatto la stessa scelta di vita – e suscita sempre in me a più grande ammirazione e invidia. 
Perché una vita da spiantata mi sembra essere più affine ad un concetto per me un po' nebuloso quale quello della “reale natura” dell'uomo. E perché molto probabilmente invece io resterò sempre ben piantata.

Che poi ognuno cià la sua vita perfetta da ammirare. Mia madre, l'aspirante-borghese-più-di-ogni-altra-cosa, ammira incondizionatamente le donne che si vestono sempre bene si truccano si profumano e tengono una casa perfetta.
Fa niente se sono delle ignoranti o delle depresse o se il loro matrimonio va in frantumi.
Lei. Le. Ammira.

A proposito di matrimonio in frantumi. Sto leggendo il Grande Trattato Postmoderno sulla Poligamia (= La Ragazza che giocava con il Fuoco) (se vi chiedete perché ammiri la cultura e poi mi dedichi a queste letture. Bah. A volte mi piace aver l'impressione che sto buttando via il mio tempo). Comunque, dicevo, sto leggendo 'sto thriller dell'autore svedese famosissimo e ormai passato a miglior vita dove tutti fanno sesso con tutti, con anche il beneplacito dell'eventuale compagno ufficiale.
E insomma, mi son data proprio della vecchia puritana. Perché ancora sono di quelle che se pensa che il marito va a letto con un'altra – insomma, la gelosia gliè pijia su. Che poi, cerco di essere moderna nelle parole e nei pensieri. Mi dico che in fondo tutto è sempre successo e tutto può succedere. Che la carne è carne e che non mi devo stupire di niente. E poi però lo stesso. Ci penso. E non ce la faccio.
E un po' giuro mi rode – vorrei essere una dama tranquilla e sorridente che riesce a parlare con nonchalance dell'apertura del mio rapporto. E invece figuriamoci – non riesco neanche a scrivere precisamente di cosa dovrei aver paura.
Pure con le amiche riesco a fare la gelosa, che se mi chiama l'amica Sara e mi dice che quella sera fa qualcosa con Silvia e praticamente io sono esclusa, la mia risposta di facciata è CAAAAREEEE che bello divertiiiiiteviii e la mia risposta dentro è Fanculo traditrici.
E sono sempre stata così – anche su me stessa.
Roba che mi sono trovata un moroso tipo a 15 anni e me lo sono tenuta fino a 24 convinta che fosse l'uomo della mia vita. E anche se gli ormoni adolescenziali mi facevano sfrucugliare per millemila altri maschietti – oh, io ciavevo l'Uomodellavita, mica potevo mettermi a cornificarlo.
Sé.
Scema.
Nostra Signora delle Occasioni Perse.
E l'ho pure mollato io eh poi. E come mi sono mangiata le mani mannaggia – per di più per una storia che non aveva neanche motivo di esistere, tanto eravamo diversi. Io che cercavo di fargli apprezzare il cinema d'autore e lui la musica anni Ottanta. No dico – presente l'abisso? Però mi ha fatto conoscere i Kraftwerk e debbo ringraziarlo per questo.

Ma com'è che sono arrivata qui?
Ah già il libro di Larsson. Che neanche mi sta piacendo – ma cavoli, me l'ha passato una mia amica in pdf, insomma è gratis, vuoi non buttargli un occhio?
E ci sto provando.
Ma ho scoperto che non mi piace leggere al computer.
Avrò il coraggio di tradire e abbandonare questo libro?

mercoledì 1 febbraio 2012

Ansie da prestazione

No perché non basta che fino a ieri stavo in botta per un esame impossibile.
Non basta che oggi è il primo giorno da tre mesi a questa parte in cui non avevo nulla cui pensare (a parte il generico gatte - casa da pulire).
Non basta che mio figlio* abbia anche delle esagerate pretese atletiche da me che, al mio rifiuto a mettere in atto, vengono supportate da un : Su mamma, forza e coraggio, olè.

No.

Debbo anche trovarmi per casa un marito che mi dice: oggi sono venuto due volte sul tuo blog. Sai, visto che eri a casa A FAR NIENTE pensavo che l'avessi aggiornato.
Glom.


*Quello che OGGI compie VENTITRE mesi. Non un figlio grande eh. No.

mercoledì 18 gennaio 2012

Piccole cose di un ventiduemesenne


Galateo – ovvero come i geni della regina Elisabetta siano finiti nel DNA di mio figlio
Permesso, per favore, grazie. Probabilmente io e mio marito li usiamo spesso. Sicuramente non ho mai imposto a mio figlio il loro inserimento nel linguaggio, anche perché caspiterina, cià neanche due anni, ha tutto il tempo per imparare ad essere forbito.
Invece.
Invece ad ogni frase sembra un piccolo lord – mamma ppe' ppavore* mi dai un po' d'acqua da bere*? Grazie*. Pemmesso vollio vedere*. Grazie*.
Eccetera.
Giuro che se mi capitava in sorte un cucciolo grezzone ero meno sbalordita.

Ordine e pulizia
Il suo migliore amico, quello che si porta anche al nido e con cui va a letto? Uno spruzzino pieno d'acqua.
L'oggetto testé preso dal tavolo / dall'armadio / dal tavolino?
Rimesso a posto quando il suo utilizzo è terminato. Con diabolica precisione peraltro.
Il vasetto dove fare i bisognini?
Sempre lì ai piedi del letto, grazie.
In questi atteggiamenti è ancora più evidente il suo distacco dalla linea parentale materna.

Dismorfismi
Dov'è il pisello di mamma?
Non c'è.
Vollio vedere*.
Amore, non c'è, la mamma non l'ha mai avuto il pisello.
Tì ma DOV'È il pisello di mamma?
Non c'è tesoro, non esiste.
…. mamma? Dov'è il pisello di mamma?
-_-'
Già è difficile spiegare la differenza maschio femmina. Cercare di spiegare la NON-ESISTENZA mi pare un'impresa impossibile.

Dispetti
Ma anche i vostri ad un certo punto hanno iniziato a capire cosa non devono fare, a farsene una precisa idea, e a farlo lo stesso? Per poi venire da voi a dirvelo con ghigno e soddisfazione?
Bastardo.

Sonnambulismo
Il piccolo canta nel sonno. Prende a calci la mamma nel sonno. Si ribalta con tutto il suo cuscinetto nel sonno. Tutto questo continuando a dormire. A scapito della mamma, ovviamente, che si deve sorbire volevo un gatto nero alle due di mattina.

Isteria
quando non viene una cosa. Quando non entra un calzino. Quando un cassetto non si apre.
Eccolo, lo vedi arrivare, lo paventi, lo prevedi. L'urlo lancinante, da checca isterica, da “I-love-shopping” milanese che ha appena saputo che Prada fa l'80% di sconto.
E tu. Le tue orecchie. E le tue sfigatte. Odiate quel bimbo e quel suo urlo isterico.

Affetto
Che sì, è dura. E sì, il tempo è tiranno. E sì, un tempo qui era tutta campagna. Ma quanto gli voglio bene a quel trotterellino che se ne va a prendere il vasino e ti chiede per favore di tenergli lo spruzzino intanto che fa cacca, per poi richiederti indietro il suo oggetto del desiderio e andare a pulire lo specchio? È, francamente, un esserino meraviglioso.


*la r è grossa, tonda, molto british

lunedì 9 gennaio 2012

Io i buoni propositi ho smesso. Grazie.


No perché.
È iniziato un nuovo anno giusto?
Quindi l'obbligo sarebbe di mettere per iscritto ad imperitura memoria una lista dei buoni propositi per l'anno nuovo. Giusto?

Tipo avere più momenti intimi... sì insomma. Trombare di più.
E mio marito si becca bronchite. Ovvero: nel 2012 sono ancora vergine.

Tipo basta adesso dico a tutti quello che penso.
(Mamma non sono per niente d'accordo con quello che dici lo trovo ingiusto cretino superficiale e fastidioso come al solito) Mamma, ok.

Tipo da ora in poi fine agitazione per gli esami, che come va va.
Forse allora l'intestino liquefatto la forfora a cascata i capelli che restano in mano a ciocche. Forse sono un malassorbimento intestinale, chissà.

Tipo smettere di mangiarsi le unghie.
Ok, leggi sopra, pensi davvero di riuscire a farcela?

Tipo mangiare più sano.
Sì certo. Se mio marito continua ad addormentarsi alle 21 col pupo e a lasciarmi da sola in sala... Perché è una verità universalmente riconosciuta che una giovane donna lasciata da sola in sala la sera mangerà le peggio schifezze cioccolatose.

Quindi.
Se al 9 di gennaio i miei buoni propositi sono già falliti. Forse la cosa migliore è scordarseli proprio.

mercoledì 28 dicembre 2011

Io lo sapevo

Che a scrivere certe cose mi sarei divertita.
Salve, utente che ha cercato Foto patata con pelo. Buone feste!

mercoledì 21 dicembre 2011

Due o tre cose che ho imparato sugli uomini


O perlomeno sui due con cui condivido l'indirizzo.

. Che se il piccolo e la grande stanno male, il grande (in ferie) passa tre giorni – a far lavatrici. Oh però ciavevamo il secchio dei panni sporchi vuoto.
. Che a lasciarli da soli una sera si ingolfano di peggio schifezze e poi vanno a dormire beati e satolli.
. Che alle 20.30 in genere dormono entrambi – uno sdraiato sul letto, l'altro seduto vicino a lui.
. Che quando fanno il bagnetto insieme portano il bagno a una temperatura tropicale con la stufetta, riempiono la vasca fino all'orlo e poi ci passano le ore dentro.
. Che rutti e scorregge sono liberi e felici. E degni di grasse risate.
. Che i dolori sono sempre amplificati, esagerati, oh ma tu non hai mai provato una cosa simile (no ho solo partorito.).
. che adorano viti, cacciaviti, camion, ruspe, trattori, gru. E passare le ore dal ferramenta.
. Che si ciucciano sciroppo di echinacea come fosse Cocacola.
. Che se non gli ricordi tu di lavarsi i denti finisce che non se li lavano (no, non sto parlando solo del piccolo).
. Che passano metà del tempo in cui sono seduti a tavola a mangiare a intimare a questa o quella sfigatta GIÙÙÙÙ – VIAAAAAA eccetera.
. Che se non c'è la mamma il piccolo rischia di non essere vestito – nonostante magliette e pantaloni siano nello stesso posto da sempre.
. Che dopo massimo un'ora e mezza assieme è meglio separarli per manifesto esaurimento reciproco.
. Che il fascino per le cose tecnologiche è irresistibile.
. Che sono molto orgogliosi delle loro produzioni solide.
. Che uno ha una memoria orribile e l'altro si ricorda qualsiasi cosa. Per esempio tutte le canzoncine che impara all'asilo.
. Che uno non sente niente e l'altro sente anche le campane della chiesa distante due chilometri.
. Che uno ha ketto gaaande gaaaande e l'altro piccoo piccoo (a voi l'arduo compito di capire di cosa si parla).
. Che mi sono indispensabili, come l'aria, come l'acqua.

Ma quanto sono tenerella?
Buon Natale ometti miei.